San Vito Martire & San Vincenzo Ferreri
Festa Patronale San Vito dei Normanni 2026
9 – 13 Luglio 2026
San Vito dei Normanni · Brindisi
I vincitori della Lotteria 2026
Si è svolta l’estrazione della Lotteria della Festa Patronale di San Vito Martire e San Vincenzo Ferreri 2026, realizzata dal Comitato Festa Patronale. Ecco i numeri vincitori:
Una città che si veste a festa
Nella seconda settimana di luglio San Vito dei Normanni si raccoglie attorno ai suoi Santi Patroni, San Vito Martire e San Vincenzo Ferreri. Sono giorni intensi, in cui la devozione popolare incontra la gioia delle piazze e ogni generazione ritrova il proprio senso di appartenenza.
Il momento più atteso è la traslazione del simulacro di San Vincenzo Ferreri dalla Parrocchia di San Domenico alla Basilica Santa Maria della Vittoria, dove i due Santi vengono esposti insieme: segno visibile di un’unione spirituale che la comunità custodisce da generazioni.
Il Comitato Festa Patronale lavora tutto l’anno perché questa tradizione continui a vivere.
Fede
Cinque giorni di preghiera, triduo e messe solenni che rinnovano ogni anno il patto con i Santi Patroni.
Tradizione
La donazione del grano, i pagetti e la consegna delle chiavi al Sindaco: riti antichi custoditi da generazioni.
Processione
La solenne processione domenicale porta i Santi per le vie della città tra la devozione di migliaia di fedeli.
Luminarie
Archi di luce artistica trasformano ogni sera le piazze e le strade in un palcoscenico di bellezza.
Musica
Bande, concerti e pizzica animano giorno e notte: la tradizione musicale è parte viva della Festa.
Comunità
Sanvitesi nel mondo tornano a casa, i visitatori diventano ospiti: la Festa è un abbraccio collettivo.
Quando la notte si illumina
Dal 9 al 13 luglio le luminarie artistiche della Ditta Paulicelli trasformano Piazza Giovanni Paolo II e le vie del centro in un arco splendente che accompagna processioni, concerti e fuochi fino all’alba.
Il programma della Festa
Processione di San Vincenzo Ferreri
Dalla Parrocchia di San Domenico — accoglienza sul sagrato della Basilica con intronizzazione solenne dei Simulacri di San Vito e San Vincenzo
Celebrazione Eucaristica — Inizio del Triduo
Presiede Don Piero Calamo, Parroco di San Domenico
Accensione delle Luminarie
Basilica Santa Maria della Vittoria — Ditta Paulicelli Gianfranco S.R.L., Capurso (BA)
Celebrazione Eucaristica
Presiede Don Paolo Zofra, Collaboratore parrocchiale — Parrocchia Mater Domini, Mesagne
“Pinocchio” — Spettacolo di marionette
Villa Comunale (Angolo Matite Colorate) — Compagnia “Le Teste di Legno”, Soleto (LE)
Non Sempre Gli Stessi
Piazza Leonardo Leo — a cura di Pasquale Lotti
S. Messa nella Vigilia della Festa
Presiede Don Fabio Crastolla, Sacerdote Novello — Basilica Santa Maria della Vittoria
Simbolica donazione del grano ai Santi Patroni
Basilica Santa Maria della Vittoria — benedizione dei pagetti
Matinée Musicale — Banda “E. Fenaroli”
Piazza Giovanni Paolo II — Premiato Storico Complesso Bandistico “E. Fenaroli”, Città di Lanciano — Dir. Maestro Rocco Eletto
Tradizionale Sfilata dei Cavalli
Raduno in Via Tenente De Maria, per le vie della città
Corteo dei Paggetti — Simbolica consegna del grano
Partenza da Piazza Bachelet — offerta del grano ai Santi Patroni
Concerto Bandistico — Banda “E. Fenaroli”
Piazza Giovanni Paolo II — Dir. Maestro Rocco Eletto
The Summer is Magic — DJ Set
Piazza Leonardo Leo — Ospite d’onore DJ dei VIP Francesco Trizza
Celebrazione Eucaristica
Celebrazione Eucaristica
Avvio corteo delle autorità civili e militari
Piazza Leonardo Leo
Solenne Celebrazione Eucaristica
Presiede l’Arciprete Parroco Don Claudio Macchitella
Solenne Processione dei Santi Patroni
Per le vie della città — con le Confraternite, il Comitato Feste Patronali e le Autorità civili e militari
Atto di affidamento — Consegna delle chiavi ai Santi
Piazza Leonardo Leo — Sindaco Marco Ruggiero
Matinée Musicale — “S. Cecilia–G. Sgobba”
Piazza Giovanni Paolo II — Complesso Bandistico Cittadino, Città di Noci — Dir. Maestro Giacomo Lasarcina
Pranzo Solidale
Salone Basilica Santa Maria della Vittoria — offerto da Slow Food San Vito dei Normanni
Concerto “I Taricata”
Piazza Leonardo Leo
Concerto Sinfonico Bandistico — “O. Margiotta”
Piazza Giovanni Paolo II — Gran Concerto Bandistico, Città di Squinzano — Dir. Maestro Dominga Damato
Spettacolo Fuochi Pirotecnici
Contrada Pigna, zona Castello D’Alceste — Ditta Pirotecnica Salentina, Novoli (LE)
Celebrazione Eucaristica di ringraziamento
In suffragio per tutti i sanvitesi defunti — al termine processione di rientro di San Vincenzo alla Parrocchia di San Domenico
Concerto Sud Sound System
Piazza Leonardo Leo — Consegna 18° Riconoscimento alla memoria “Ezio D’Agnano”
Estrazione Lotteria Festa Patronale 2026
Ogni giorno — 9 al 13 Luglio
Due figure, una sola devozione
San Vito Martire
Giovane martire cristiano di Mazara del Vallo, il cui culto è radicato a San Vito dei Normanni sin dalla fondazione del centro abitato.
San Vincenzo Ferreri
Frate domenicano e grande predicatore del XV secolo. Ogni anno la sua statua viene portata in traslazione nella Basilica per i festeggiamenti comuni.
I saluti delle Istituzioni
Messaggio del Sindaco
“La festa patronale è molto più di una tradizione religiosa: è un’occasione per ritrovarci, riconoscerci parte della stessa comunità e riscoprire il valore delle nostre radici.”
Leggi il messaggio integrale
La nostra comunità si prepara a vivere uno dei momenti più significativi dell’anno, rinnovando il legame di fede e devozione che ci unisce ai nostri Santi Patroni, San Vito e San Vincenzo.
La festa patronale è molto più di una tradizione religiosa: è un’occasione per ritrovarci, riconoscerci parte della stessa comunità e riscoprire il valore delle nostre radici. Sono giorni di condivisione, incontro e appartenenza, che rafforzano il legame con la nostra storia e la nostra identità.
Per me, che ho l’onore di rivolgermi a voi per la prima volta da Sindaco in occasione di questa ricorrenza, il significato è ancora più profondo. Avverto la responsabilità e il privilegio di rappresentare una comunità ricca di valori, tradizioni e umanità, che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini.
Il mio pensiero va a tutti coloro che parteciperanno alle celebrazioni, ma anche ai tanti concittadini che vivono lontano per lavoro, studio o altre ragioni. A loro rivolgo un saluto affettuoso. So quanto forte resti il legame con la propria terra e quanto, anche a distanza, continuino a custodire e a trasmettere il nome e i valori di San Vito dei Normanni.
Questa festa appartiene a tutti ed è un patrimonio condiviso che ci richiama ai valori della solidarietà, del rispetto e della partecipazione. È nelle occasioni come questa che una comunità ritrova la propria forza e la propria unità.
Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Comitato, al Presidente e a tutti i componenti, per l’impegno e la dedizione con cui hanno organizzato un evento tanto atteso. Un grazie va inoltre alle associazioni, alle parrocchie, alle forze dell’ordine, ai volontari, agli operatori comunali, alle attività economiche e a tutti i cittadini che hanno contribuito e contribuiranno alla riuscita della festa.
I risultati più importanti si raggiungono quando si cammina insieme. È questo lo spirito che auspico possa accompagnare la nostra città anche nei prossimi anni: collaborazione, senso di comunità e impegno condiviso per il bene comune.
Rivolgo infine un caloroso benvenuto ai visitatori che in questi giorni saranno nostri ospiti, con l’augurio che possano apprezzare l’accoglienza e il calore umano che contraddistinguono San Vito dei Normanni.
Affidando la nostra città alla protezione dei Santi Patroni, auguro a tutti voi di vivere una festa serena, partecipata e ricca di significato.
Buona festa patronale a tutta la cittadinanza.
Saluto dell’Arciprete — Parroco
“Sprigioniamo la fantasia della carità: la gioia di questi giorni ci deve stimolare a compiere atti concreti di carità che siano segno di speranza e di fraterna condivisione e vicinanza.”
Leggi il messaggio integrale
Cari fratelli e sorelle della comunità cittadina ed ecclesiale di San Vito dei Normanni, e quanti sosterete qui nei giorni delle festività patronali in onore dei Santi Vito e Vincenzo, a tutti un fraterno saluto di pace e di speranza.
L’annuale ricorrenza del Patrocinio dei Santi Protettori, S. Vito martire e S. Vincenzo Ferrer, ci invita a riscoprire il senso della festa e dell’appartenenza alla comunità. Questi due aspetti sono strettamente connessi tra loro. Se, infatti, la tradizionale data della seconda domenica di luglio rappresenta il cuore della festa patronale, ovvero il giorno della festa in cui cessando dalle attività lavorative per lasciare spazio ai momenti di vita spirituale, familiare e sociale l’uomo partecipa alla signoria di Dio sulla creazione e al suo “riposo” attivo; al contempo è un momento imprescindibile per rinsaldare i legami della vita comunitaria, riscoprire le nostre radici identitarie, riunirsi con i parenti e gli amici ed aprire le porte della nostra città all’accoglienza e all’ospitalità di quanti, insieme a noi, godranno la gioia di questi giorni di festa.
Il centro della festa è sempre costituito dalla Celebrazione dell’Eucaristia, fonte e culmine di tutta la nostra vita cristiana, in cui formando “un cuor solo ed un’anima sola” attorno all’altare di Cristo offriremo a Dio Padre la nostra preghiera per l’intera comunità sanvitese perché si consolidi nella pace, cooperi per il progresso ed il bene di tutti impegnandosi a non lasciare indietro nessuno.
La processione con le venerate immagini dei Santi Patroni e la consegna simbolica delle chiavi della città, davanti al palazzo comunale, per mano del Signor Sindaco a cui formulo gli auguri per un proficuo lavoro a beneficio della nostra comunità, costituiranno l’annuale impegno di voler rinsaldare con loro il nostro legame ed invocare il loro celeste patrocinio su tutti noi.
Vi invito a partecipare con fede e devozione anche alle altre celebrazioni liturgiche che animeranno questi giorni di festa per riscoprire ancora una volta la bellezza dell’incontro con il Signore Gesù, ma anche ad essere solleciti verso le necessità dei fratelli che vivono situazioni di difficoltà. Sprigioniamo la “fantasia della carità”: la gioia di questi giorni ci deve stimolare a compiere atti concreti di carità che siano segno di speranza e di fraterna condivisione e vicinanza. Per questo anche quest’anno con l’aiuto di Slow Food, ripeteremo nel salone della nostra Chiesa Madre il giorno della festa, il pranzo solidale con i meno fortunati, che le Caritas delle nostre Comunità parrocchiali segnaleranno.
Al Comitato Festa Patronale, guidato dal presidente delegato dott. Vito Angelo Carrone, che già da alcuni mesi sta lavorando per realizzare al meglio gli annuali festeggiamenti, rinnovo la mia fiducia e il mio incoraggiamento per un lavoro proficuo. E alla comunità sanvitese tutta l’invito ad apprezzarne e sostenerne l’impegno sentendosi tutti coinvolti.
I Santi Vito e Vincenzo, nostri amati patroni, accolgano i nostri propositi, ci rafforzino nella fede, nella carità e nella speranza, ci diano forza nelle difficoltà ed intercedano per il nostro bene.
Buona festa a tutti!
Saluto del Parroco
“La pace comincia dentro, quando non mi lascio abitare dal rancore, quando scelgo di non nutrire il sospetto, quando accetto di non avere sempre ragione.”
Leggi il messaggio integrale
Ritorna puntuale la festa patronale con i suoi appuntamenti, i suoi riti, il suo significato di farci sentire Comunità che vive nella storia affrontando il presente certa della protezione e intercessione dei Santi Vito e Vincenzo che i nostri padri hanno scelto come patroni della città.
È su questo significato vorrei soffermarmi brevemente. Nella processione insieme ai simulacri dei santi porteremo le loro reliquie e guai a pensarli come frammenti del passato: sono schegge del Vangelo vissuto, ferite luminose, vite che gridano ancora. I nostri Vito e Vincenzo non solo santini da esibire ma uomini veri, che hanno tremato, che hanno sofferto, che hanno attraversato la violenza senza lasciarsi contagiare dall’odio, uomini che avrebbero potuto salvarsi e invece hanno scelto di restare fedeli all’amore. La loro vita vuole dirci solo una cosa: fidatevi del Vangelo, mettetevi al servizio dell’uomo e camminate scommettendo sull’amore fedele di Dio.
Quest’anno questa nostra processione è “interrotta” dalle guerre, dalla violenza, dalla paura. Guardiamo il mondo e possiamo fingere di non vedere il grido che sale dal Medio Oriente, dal Golfo, dalle ferite aperte dell’Ucraina, dai conflitti dimenticati che non fanno notizia ma continuano a divorare vite, sogni e futuro. È come se l’umanità fosse partita verso la pace e poi si fosse fermata, smarrendo la strada, perdendo il coraggio, abituandosi alla guerra.
E allora la domanda che brucia dentro è una sola: possiamo riprendere la processione? Sì, ma non con le parole, con i passi: perché mentre il mondo si ferma noi camminiamo, mentre altri si armano noi camminiamo, mentre cresce la tentazione di alzare muri noi camminiamo, disarmati e proprio per questo pericolosi, perché una pace disarmata è una pace che non si può controllare, è una pace che spiazza, che inquieta, che converte.
Ma disarmarsi fa paura, molto più che armarsi, perché è facile armarsi di parole dure, di giudizi, di sospetti, è facile costruire muri e chiamarli sicurezza mentre disarmarsi significa esporsi, fidarsi, rischiare di essere feriti, amare quando non conviene. E allora questa processione diventa scomoda, perché non ci permette di restare in superficie ma ci costringe a guardarci dentro, perché la guerra non è solo nei telegiornali: la guerra abita i nostri cuori, si nasconde nelle parole che non diciamo ma pensiamo, si infiltra nei rapporti feriti, cresce nei rancori che custodiamo.
Essere uomini e donne di pace significa perdere qualcosa: perdere l’orgoglio, perdere la voglia di avere sempre ragione, perdere la tentazione di vincere sull’altro, ma è proprio in questa perdita che nasce qualcosa di nuovo. La pace comincia nel cuore, quando smetto di fare guerra ai miei pensieri e imparo a custodire ciò che è vero, ciò che è buono, ciò che costruisce. La pace comincia dentro, quando non mi lascio abitare dal rancore, quando scelgo di non nutrire il sospetto, quando accetto di non avere sempre ragione. La pace comincia nel silenzio, quando lascio cadere le parole che feriscono e trattengo quelle che salvano.
La pace comincia nelle case, nelle nostre famiglie, quando si ricuce ciò che è strappato, quando si ricomincia a parlarsi, quando qualcuno ha il coraggio di fare il primo passo senza aspettare l’altro. La pace comincia attorno a una tavola, quando si condivide non solo il pane ma anche la fatica, il perdono, la pazienza. La pace comincia negli abbracci che arrivano dopo il conflitto, quando l’amore è più forte dell’orgoglio.
La pace comincia nei luoghi che abitiamo ogni giorno, nei cortili, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, quando smettiamo di competere per vincere e iniziamo a prenderci cura per far vincere. La pace comincia nelle parole che scegliamo per raccontare agli altri, quando decidiamo di non umiliare, di non ferire, di non escludere. La pace comincia negli incontri, anche quelli scomodi, quando non scappiamo ma restiamo, quando non chiudiamo ma ascoltiamo.
La pace comincia nella nostra città, quando non ci giriamo dall’altra parte, quando il dolore di uno diventa responsabilità di tutti, quando nessuno è straniero e nessuno è scarto, quando le strade diventano spazio di fraternità e non di indifferenza, quando chi è caduto trova qualcuno che lo rialza. La pace comincia quando smettiamo di dividere il mondo in nemici e alleati e iniziamo a riconoscere fratelli e sorelle.
La pace comincia nel mondo, quando qualcuno ha il coraggio di fermarsi mentre tutti corrono verso lo scontro, quando una mano tesa resta aperta mentre le altre si chiudono, quando una voce continua a dire “dialogo” mentre tutto grida “conflitto”, proprio come ha fatto e fa ogni giorno Papa Leone. La pace comincia quando scegliamo di credere che la guerra non è inevitabile, che l’odio non è destino, che la fraternità non è illusione.
Allora la festa patronale diventerà vera e scopriremo, come testimoniano i nostri santi, che ogni volta che scegliamo di disarmarci, ogni volta che scegliamo il Vangelo, ogni volta che decidiamo di donare la vita, c’è un mondo nuovo.
Buona festa a tutti.
Saluto del Presidente del Comitato
“La festa patronale è il riflesso più autentico della nostra identità, un legame indissolubile con le nostre radici e un’occasione per riscoprirci tutti parte di un’unica grande famiglia.”
Leggi il messaggio integrale
Cari concittadini, devoti e amici,
È con il cuore colmo di gioia ed emozione che ci prepariamo a vivere i giorni più intensi e sentiti dell’anno. Dal 9 al 13 luglio, la nostra comunità si stringe attorno ai suoi Santi Patroni, San Vito Martire e San Vincenzo Ferreri.
Questa ricorrenza non è semplicemente una pausa nel nostro tran tran quotidiano o un susseguirsi di luminarie e bancarelle. La festa patronale è il riflesso più autentico della nostra identità, un legame indissolubile con le nostre radici e un’occasione per riscoprirci tutti parte di un’unica grande famiglia.
I momenti di fede, le solenni processioni e le celebrazioni religiose ci invitano a riflettere sui valori di solidarietà, accoglienza e speranza che i nostri Patroni ci hanno tramandato. Al contempo, il ricco programma di eventi civili, musica e convivialità è stato pensato per regalare sorrisi a grandi e piccini, valorizzando le nostre piazze e le nostre strade.
Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che, con dedizione, passione e spirito di sacrificio, hanno reso possibile l’organizzazione di questa festa: il Comitato, l’Amministrazione Comunale, le Parrocchie e tutti i volontari e gli sponsor che non hanno fatto mancare il proprio supporto.
Vi invito a partecipare numerosi, a vivere ogni singolo evento con gioia e a condividere questi giorni di festa anche con chi torna a trovarci da lontano. Che l’esempio di San Vito e San Vincenzo continui a guidare e a proteggere la nostra città.
Viva San Vito e San Vincenzo Ferreri! Buona Festa Patronale a tutti!
Radici, memoria e identità: le buone ragioni di una festa
Nota storica della Pro Loco
Qualche nota storica per meglio comprendere il senso della Festa Patronale
“In questo secondo weekend di luglio, sentiremo risuonare nel centro storico le parole ‘radici’, ‘devozione’ e ‘identità’: ricordiamoci questa storia. Tramandiamola e custodiamola.”
Leggi la nota integrale
Vito e Vincenzo Ferrer sono i Santi protettori della comunità di San Vito dei Normanni, ma per un’associazione come la Pro Loco, che nasce per promuovere la cultura cittadina, appaiono anzitutto come simboli dell’identità locale. Non foss’altro perché a quel giovanissimo Vito, morto martire a Roma il 15 giugno 303 d.C., la nostra città è legata indissolubilmente, tanto nel nome, quanto nella sua storia: al piano terra della millenaria Torre Quadrata del Castello Dentice di Frasso – ad oggi l’edificio più antico dell’abitato – si trova ancora la cappella intitolata al Santo, il quale è così anche visivamente il “fondamento” della comunità.
Alla sua festa liturgica di giugno, dal 1853 si affianca una “civile”, che rimarca il suo patrocinio sulla città. Negli atti del Capitolo del 3 maggio di quell’anno si legge proprio che, «essendosi radunato il clero, […] invocato lo Spirito Santo […], si è fatta la lettura della scheda fissata dall’attual Procuratore [Vitoronzo Errico al Vescovo di Brindisi, Mons. Giuseppe Rotondo], […] la quale è del tenor seguente: Illustri e reverendi Signori, molti di questo clero e del popolo per vieppiù accrescere la divozione verso del comune principal Protettore San Vito, […] desidererebbero ottenere dalla Santa Sede il Patrocinio […] nella seconda domenica di luglio di rito doppio seconda classe con lo stesso ufficio e messa di 15 giugno, cui cade la festa di detto Santo […].»
Conformemente a quanto accade in altri comuni, si sceglieva così di distinguere la memoria liturgica del Santo (quella che in un dato giorno dell’anno si festeggia in tutta la Chiesa cattolica), dalla festa del suo patrocinio, evidenziando la specifica protezione sulla nostra comunità. Non molto diversamente accadeva per il Patrono “minore”, san Vincenzo Ferrer, la cui memoria liturgica cade il 5 aprile (spesso coincidente con la Quaresima o addirittura la Settimana Santa) e il cui patrocinio è festeggiato la terza domenica di ottobre, sempre in virtù di questa richiesta del Capitolo del 1853.
In una civiltà contadina come quella del Sud Italia, la scelta di una festa a luglio consentiva anche di omaggiare il Patrono della mietitura estiva, offrendogli il grano appena raccolto in cambio di questa sua protezione. Da qui nasce la tradizione dell’offerta del grano, che ancora oggi viene mantenuta nel corso della Festa Patronale e che quest’anno – proprio per ricordarne il valore storico – la Pro Loco ha scelto di approfondire con un incontro pubblico sul tema e, insieme a chi in questi anni lo ha curato, dando maggior rilievo al momento della simbolica consegna da parte dei paggetti.
A giugno la Pro Loco ha anche celebrato con un ascolto continuo nella Chiesa di Santa Maria della Pietà il centesimo anniversario dell’Inno a San Vito martire, “colonna sonora” di questi momenti di festa, composto dal sanvitese Antonio Pecoraro (1876-1966), di cui quest’anno stiamo ricordando i centocinquant’anni dalla nascita e i sessanta dalla morte.
In una società come la nostra, che corre il rischio di perdere la memoria, fare festa per i Patroni – e farla unitariamente, per tutti e due i Santi, così come si svolge dal 2008 per ricordarne il comune patrocinio – può consentire di riannodare i fili di questa storia. Ogni festa di calendario può essere un momento di aggregazione comunitaria e di celebrazione dell’identità. Lo auguriamo davvero a tutti, soprattutto ai più giovani!
In questo secondo weekend di luglio, sentiremo risuonare nel centro storico le parole “radici”, “devozione” e “identità”: ricordiamoci questa storia. Tramandiamola e custodiamola. Auguri alla nostra comunità!
La festa è di tutti.
Falla vivere anche tu.
Luminarie, bande, processione e fuochi esistono grazie alla generosità della comunità. Ogni offerta, grande o piccola, aiuta il Comitato a portare avanti una tradizione che ci appartiene.
Dona oraRaccolta fondi a cura del Comitato Festa Patronale
Tutto quello che c’è da sapere
Quando si svolge la Festa Patronale di San Vito dei Normanni 2026?
La Festa Patronale in onore di San Vito Martire e San Vincenzo Ferreri si svolge dal 9 al 13 luglio 2026 a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi.
Chi sono i Santi Patroni di San Vito dei Normanni?
I Santi Patroni sono San Vito Martire, patrono principale, e San Vincenzo Ferreri, co-patrono della città.
Quando si svolge la processione dei Santi Patroni?
La solenne processione dei Santi Patroni per le vie della città si svolge domenica 12 luglio 2026, con le Confraternite, il Comitato Feste Patronali e le Autorità civili e militari.
Quando si accendono le luminarie a San Vito dei Normanni?
L’accensione delle luminarie è prevista giovedì 9 luglio 2026 presso la Basilica Santa Maria della Vittoria, a cura della Ditta Paulicelli Gianfranco S.R.L. di Capurso (BA).
Quando sono i fuochi pirotecnici della Festa Patronale 2026?
Lo spettacolo pirotecnico, a cura della Ditta Pirotecnica Salentina, si tiene domenica 12 luglio 2026 in serata.
Contatti
Il Comitato Festa Patronale
Volontari e devoti che tutto l’anno custodiscono e organizzano i festeggiamenti in onore di San Vito Martire e San Vincenzo Ferreri.
72019 San Vito dei Normanni (BR)
Seguici
Resta aggiornato su tutte le novità della Festa Patronale.